DALLA CIRCOLAZIONE AL CURLING BASTA UNA CHIAMATA 
Si è tenuto oggi 20/01/2026 tra Orsa Ferrovie e Rfi Circolazione e Orario Area Milano in merito alla necessità di estendere il presenziamento di alcuni impianti in vista degli imminenti Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
Nonostante i toni entusiastici dell’Azienda, la realtà che emerge dal tavolo negoziale è preoccupante e irrispettosa del sacrificio richiesto ai ferrovieri.
OR.S.A. Ferrovie ha deciso di NON sottoscrivere il verbale di incontro. Non possiamo avallare un modello gestionale che trasforma un evento di portata mondiale in un'ulteriore occasione di sfruttamento e precarizzazione dei ritmi di vita di chi garantisce la sicurezza della circolazione ogni giorno.
Abbiamo detto NO perché ci sono delle criticità insostenibili
- Solo Straordinario: Per coprire l’estensione del servizio h24 o i presidi prolungati (DCO Valtellina, RIC, Addetto IAP, DCP2), l’Azienda punta tutto sul lavoro straordinario. È inaccettabile che si risponda a carenze organiche croniche con il solito "sacrificio individuale", senza un piano di assunzioni o stabilizzazioni strutturali.
- Nessuna Premialità Economica: RFI pretende flessibilità totale, turni estenuanti e rinuncia al tempo libero senza offrire alcun riconoscimento economico aggiuntivo o benefit specifici. I lavoratori della Circolazione non sono "risorse usa e getta" da spremere per la durata di una medaglia e poi dimenticare.
- Sicurezza e Manutenzione al Limite: L’incremento del traffico ferroviario (con treni fino alle 02:30 di notte) ridurrà drasticamente le finestre per la manutenzione. Sospendere o limitare le interruzioni programmate aumenta l'usura degli impianti e il rischio operativo, senza che siano state previste misure compensative adeguate alla sicurezza dei lavoratori e dell'esercizio.
La nostra posizione
Mentre altri firmano accordi al ribasso, OR.S.A. Ferrovie resta coerente. Non permetteremo che l'evento olimpico diventi il pretesto per comprimere ulteriormente i diritti e la dignità del personale.
"Non bastano le pacche sulle spalle o il richiamo al prestigio nazionale: il lavoro va pagato, i turni devono essere sostenibili e gli impianti devono restare sicuri."
Milano 20 gennaio 2026